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Acqua che porta via - Fabrizio Canciani

Dall'idea del libro sono nate due canzoni, "Olona Blues" e "Drago Verde" con testo di Fabrizio Canciani e musica di Stefano Covri. Le canzone vengono eseguite generalmente durante le presentazioni del libro.

 

Finalmente ritorna Bruno Kernel, detective per necessità più che per vocazione ma, questa volta, in veste di spalla del comandante della Polizia Municipale Paola Martini, bella come una top model e determinata come un panzer.

Il cadavere di un professore viene trovato nel fiume Olona, la prima ad occuparsene è Paola, anche se poi deve cedere le indagini ai Carabinieri di zona.  Lei però continua a seguire il caso, aiutata (si fa per dire) dal vecchio amico ed ex amante.  La storia mette a confronto due epoche: oggi e il 1919, quando un’epidemia di carbonchio causò numerose morti tra animali e persone. E anche quella volta il fiume, e il suo inquinamento, sembravano essere in parte responsabili dei decessi.

D’altronde, come osserva uno dei personaggi del romanzo: “Ogni posto ha il fiume che si merita”.

 

L'autore:
“Io sono troppo serio per essere un dilettante, ma non abbastanza per diventare un professionista” questa frase, pronunciata da Steiner ne La dolce vita, riassume il percorso artistico-letterario di Fabrizio Canciani. Scrittore, artista del teatro-canzone (ha partecipato al Festival Giorgio Gaber 2007 a Viareggio), cantautore, autore, laureato in Storia del cinema al DAMS di Bologna, Canciani ha attraversato vari modi d’espressione sempre attirato da nuovi progetti. Con Stefano Covri ha portato in giro lo spettacolo Delitti e canzoni che è anche un libro edito da Todaro e un CD pubblicato da Sanarecords. La sua più grande soddisfazione artistica è stata esibirsi allo stadio di San Siro (tra Ligabue e Vecchioni) in occasione della festa scudetto dell’Inter del 2007.

Per Todaro ha pubblicato La regola della cattura (2004) Qualcosa che non resta (2006), Il mio mitra è il contrabbasso (2007), il racconto Da tera an pianta per l’antologia Delitti di vino (2008) e, insieme a Covri, Delitti e canzoni – una jam session letteraria (2009), Sporchi di luce (2011), Acqua che porta via (2013).

 

L'uomo sbagliato - Erica Arosio

Ogni capitolo è introdotto da un brano che ne suggerisce l’atmosfera. Il quinto capitolo si apre con una strofa di "Non c'è Milano" di Stefano Covri e Fabrizio Canciani


Un uomo e una donna che avrebbero potuto non incontrarsi mai e invece scivolano ineluttabilmente nella storia contro cui non puoi niente: quella che ti mozza il fiato, in cui l’eros slitta progressivamente nell’amore.
Sullo sfondo, una Milano alto borghese, quella delle strade discrete e dei cortili nascosti “dove la ricchezza fa da barriera anche ai suoni e il frastuono del traffico non osa disturbare le case dove le tavole vengono apparecchiate con tovaglie antiche di lino e bicchieri di cristallo passati di madre in figlia”, una saga familiare in cui il potere economico si propaga per via femminile.
In casa Lanzone – Stucchi non importa che la discendenza sia diretta: da cinque generazioni la donna più forte e volitiva, quella che non teme di sporcarsi le mani con il potere e i suoi giochi, gestisce l’impresa di costruzioni di famiglia con polso inflessibile. Finché Francesca, l’ultima delle eredi, non incontra Riccardo, spericolato e misterioso uomo d’affari del sud, “bello come un dio greco”: l’uomo sbagliato. Sposato, come lei, e troppo diverso: per ambiente, storia, tradizioni, etica.Fermarsi è difficile. Impossibile. Ogni volta sono lacrime, sofferenze, sesso, ma anche desiderio e grande amore. E allora? Può essere solo una follia, una sbandata o una pausa rigenerante. Per quanto tempo, però, si potrà giocare mantenendo il controllo della partita?
Riccardo nasconde un segreto che Francesca non riesce a penetrare, lacerata fra la carne e gli obblighi di una casta che ha fatto sua. Intanto, i rispettivi mondi li reclamano.
“L’uomo sbagliato“ si apre con un prologo erotico e si chiude con una favola romantica, perché “l’amour physique est sans issue”, come canta Serge Gainsbourg nella canzone che apre il libro.
Musica e tessuto narrativo sfumano una nell’altro: dove non arrivano le parole, arrivano le canzoni.
 
L'autrice:
Erica Arosio, milanese, pariniana orgogliosa, laureata in Filosofia alla Statale di Milano, è giornalista del settimanale Gioia, dove si occupa di cultura e spettacolo.
Onnivora, smodata e appassionata spettatrice, è critico cinematografico e autrice di una biografia su Marilyn Monroe (Multiplo edizioni, 1989).
Ha collaborato a varie testate, fra cui La Repubblica, Il Giorno, Cineforum, Rockerilla, Segnocinema e a trasmissioni televisive e radiofoniche. Per molti anni ha curato la rubrica cinema di Radio Popolare.
Ha due figli che adora, Mimosa, 21 anni, e Leone, 18. Passerebbe la vita a viaggiare, incontrare persone e conoscere le loro storie. Lo ha fatto meno di quanto avrebbe voluto. Pensa, però, di avere ancora il tempo di rimediare.

     

Operazione Madonnina - Besola, Ferrari, Gallone

La Ballata del signor Nessuno ( La ballata del Pecola) è diventata un brano cantato e suonato da Stefano Covri.

 

Il romanzo:
Milano, 1973. Sono gli anni della grande industria cinematografica italiana, dell'Austerity, della cronaca nera prestata alla politica, della criminalità da farwest, della Polizia con le mani legate, dell'imprenditoria gangster, delle grandi penne del giornalismo. Travolti da questi sconvolgimenti epocali e dalla sfortuna del quotidiano, un funambolo della pubblicità col vizio del gioco contrae un debito di troppo, un oste milanese dalle mani grandi fronteggia lo sfratto della bocciofila che gestisce, un fiorista ciociaro raccoglie i frantumi del proprio chiosco devastato dagli stunt-men di un film con Alain Delon. La morte di un loro vecchio collega, di quando scavavano i tunnel della metropolitana, li riunisce al cimitero. Da qui in poi, il terzetto ne penserà di ogni per risolvere i guai di ciascuno, fino a scegliere di mettere in pratica la più assurda delle idee: rubare il simbolo più alto di Milano, per riscattare i soldi e se stessi. Tutto questo mentre nella Milano calibro 9 Ugo Piazza esce dal carcere, Dino Lazzati detto Fernet sublima i suoi articoli di nera con grande sensibilità letteraria tra una partita al flipper e un cornetto scaramantico, e il Mala, paranoico ispettore di Polizia, si guarda le spalle dalle ombre dei propri sicari.
     
La curiosità:
Il romanzo nasce da un'idea di Luca Crovi per una commedia che al sorriso combina la tensione drammatica ed emotiva dell'Italia degli anni Settanta, gli anni che ci hanno insegnato che l'assurdo non è una sciocchezza, ma l'impossibile che si fa reale. Tre giovani talentuosi autori l'hanno racconta e il risultato è un romanzo che 'sa' di Milano e dei milanesi, ma anche della pluralità dell'umanità che in quegli anni, ma forse anche oggi, popola questa straordinaria città.
     
Gli autori:
Riccardo Besola, classe 1974, si occupa di pubblicità. Ha scritto i racconti di Nera La Notte (RaiEri 2012) vincitore del premio NarreRai 2011, e la serie, in corso per i tipi di Eclissi, incentrata sull'ex poliziotto Mauro Dragani: Piombo (2011) Mala Femmina (2012).
Andrea Ferrari, classe 1977, dirige un Centro Anziani, ed è l'autore della fortunata serie del detective più mediocre della letteratura, Brandelli: Milano A. Brandelli (2007), Bravo Brandelli (2008), Milano Muta (2009) e Divorzio alla Milanese (2011), tutti editi da Eclissi.
Francesco Gallone, classe 1978, vende i fiori finti al mercato. Per Eclissi ha pubblicato Milano è un'Arma (Premio Belgioioso Giallo 2008), La Metropoli Stanca (2009), Lapidi d'Asfalto (2012); per MilanoNera il romanzo Milano Corri o Muori (2012). Con Andrea Ferrari ha fondato il Movimento Letterario dell'Inadeguabile: http://inadeguabili.blogspot.it/
Nessuno di loro ha visto dal vivo il 1973.

Articolo tratto da Thriller Magazine - Autore: Elena Taroni Dardi - Data: 30 aprile 2013

 

Il momento è catartico - Flavio Oreglio

Nella seconda parte del libro sono presenti i testi delle canzoni dello spettacolo portato in tournè con Stefano Covri tra le quali "Suonatore di chitarra" dello stesso Covri.

 

Maglietta nera. Giacca nera. Pantaloni neri. E scarpe? Nere, direte voi. No, bianche, di un bianco immacolato. Un contrasto enorme. Enorme come il sorriso che vi si stamperà in volto. Una comicità pura, genuina, senza fronzoli. Poche semplici parole per farvi tornare il buonumore, o aumentarlo addirittura. Ricordo, all’uscita di questo libro, ragazzi che si scambiavano sms con le battute di Oreglio. Battute veloci, pungenti, al fulmicotone. Poesie che sembravano barzellette, parole che, unite, davano forma un qualcosa d’assolutamente irresistibile.

    E’ l’alba e guardi il mare

    E’ il tramonto e guardi il mare

    E’ notte e guardi il mare…

    Povero Robinson!

E via di questo passo. Tante piccole grandi poesie, ognuna irresistibile. Non riuscirete a non smettere di girare pagina fin quando, purtroppo, non sarà l’ultima. A quel punto tornerete all’inizio, magari leggendolo con più calma, senza fretta. O forse lo riprenderete in mano giorni dopo, quando la vostra memoria avrà immagazzinato altri dati e ritroverete la stessa ilarità che avevate trovato la prima volta. Insomma, un libro che non invecchia, non cambia, vi ridarà sempre quel pizzico di felicità che vi occorrerà per affrontare la giornata. Un libro assolutamente divertentissimo. Se cercate innumerevoli momenti di buonumore, smettete di cercare.

L'autore:
Flavio Oreglio, nato artisticamente a metà degli anni 80 nei locali dei Navigli a Milano, laureato in Scienze Biologiche (Ecologia), musicista, attore, cultore del Teatro Canzone, si esprime da sempre coniugando riflessione e umorismo, comicità e poesia, satira e impegno civile.

Dopo gli Scritti giovanili (1976 – 1977) e l’opera prima Ridendo e sferzando (1985 – 1995) diventa un caso editoriale (due milioni di copie vendute) con la trilogia de Il momento è catartico (2000 – 2005). Dal 2006 al 2010 elabora il progetto teatrale/editoriale Siamo una massa di ignoranti parliamone dal quale nascono due produzioni musicali “Siamo un massa di ignoranti. Parliamone” e “Giù”. Dal 2011 ad oggi elabora il progetto editoriale “Storia curiosa della scienza” dal quale nasce lo spettacolo teatrale “Sulle spalle dei giganti”.

Parallelamente alla sua attività artistica, con il progetto Musicomedians, Oreglio ha avviato una rigorosa rilettura del rapporto tra attore e musicista, attraverso la realizzazione di un “Centro studi” e approntando analisi e ricerche di carattere storico – culturale e tecnico sulla fenomenologia della comicità e della canzone d’autore.

 

 

 

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